È l'ultima settimana di agosto. La scuola ha pubblicato l'elenco del materiale scolastico, la chat dei genitori è partita da tre giorni e in cartoleria è già finita metà di quello che serve. Nell'elenco ci sono quaranta voci scritte tutte con lo stesso peso: alcune servono dal primo giorno, altre resteranno intatte dentro lo zaino fino a giugno. La differenza tra una lista comprata bene e una spesa fatta due volte sta in una scelta sola: pochi contenitori, scelti abbastanza robusti da tornare a settembre dell'anno dopo.
Qui sotto trovi la lista del materiale scolastico per la scuola primaria divisa per priorità: come si legge l'elenco della scuola, che cosa serve davvero in prima elementare, come etichettare ogni pezzo perché torni a casa e come si ordina un set uguale per tutti e venticinque i bambini della classe. Dove serve un contenitore comprato in quantità trovi una misura reale in centimetri e un prezzo reale a pezzo.
Che cosa comprende il materiale scolastico per la scuola primaria?
Il materiale scolastico per la scuola primaria si divide in tre gruppi che si comprano in momenti diversi: il materiale personale che resta nello zaino tutto l'anno (astuccio, diario, sacca per il cambio), il materiale di consumo che finisce entro gennaio (matite, gomme, colla, pennarelli) e il materiale comune che la classe usa insieme e che conviene acquistare una volta sola per tutti. Dal primo giorno servono davvero una decina di voci; i quaderni con la rigatura giusta li indicano le maestre nella prima settimana, e il resto può aspettare ottobre.
L'elenco che la scuola pubblica a fine agosto è un documento onesto ma piatto: mette sulla stessa riga la gomma e lo zaino, la confezione di pastelli e il grembiule. Chi lo compra tutto in un pomeriggio acquista in anticipo anche le voci che si chiariscono solo dopo l'inizio delle lezioni. Chi lo divide in due giri — prima il primo giorno, poi il resto a metà ottobre — arriva a giugno con meno materiale avanzato e con lo stesso bambino attrezzato.
La seconda distinzione utile è tra ciò che si consuma e ciò che si conserva. Matite, colla stick e gomme spariscono: sono una spesa che si ripete a gennaio. Astuccio, sacca e copertine invece si conservano, e per questi il criterio non è il prezzo di agosto ma quante volte si ricompreranno: un contenitore che si rompe a febbraio costa due volte in un anno solo.
Conta anche il momento in cui si compra. La scuola primaria riparte a metà settembre, con qualche giorno di differenza da regione a regione, e nelle due settimane precedenti la cartoleria ha ancora tutto: la stessa lista fatta il 5 settembre significa quaderni esauriti e ripieghi comprati di fretta. Controlla quando inizia la scuola e come prepararsi e conta all'indietro i giorni che hai davvero.
Materiale scolastico per la prima elementare: la lista che serve davvero
Ogni agosto circola una lista di materiale scolastico per la prima elementare lunga due colonne, e buona parte delle voci sono decorative. La lista onesta è corta, perché sono pochi gli oggetti che cambiano davvero la giornata di un bambino di sei anni.
Una premessa: che cosa serve per la prima elementare dipende anche dalla scuola. Alcuni istituti chiedono il grembiule, altri no; alcune maestre raccolgono pastelli e colla in un armadio comune, altre vogliono che ogni bambino abbia il suo. Le voci qui sotto sono quelle che ricorrono in quasi tutti gli elenchi.
Quello che serve dal primo giorno
- Un astuccio che il bambino apra da solo. Cerniera scorrevole, apertura larga, niente elastici da infilare uno per uno. In prima elementare l'astuccio a bustina batte quello a scomparti multipli, perché si apre in un gesto e si richiude senza aiuto.
- Un secondo astuccio più capiente per pastelli e pennarelli. Resta nell'armadietto e non viaggia ogni giorno. È la voce comprata sbagliata più spesso, perché si prova a far entrare tutto in un contenitore solo.
- Il diario o l'agenda indicati dalla scuola. Molti istituti danno il proprio diario nella prima settimana: se la circolare non è chiara, aspetta.
- La sacca per la palestra con il cambio e le scarpe. Serve dalla seconda settimana, ma a settembre la trovi con calma e a ottobre non la trovi più.
- Il materiale di consumo di base: matite HB, gomma, temperino con serbatoio, colla stick, forbici a punta arrotondata. Niente confezioni da ventiquattro: in prima si usano sei colori per volta.
Quello che si compra volentieri, ma può aspettare ottobre
- Una borsa capiente per gite e laboratori. Serve poche volte l'anno, ma quando serve deve reggere una borraccia, il pranzo al sacco e una felpa. Una borsa in tela con soffietto regge; una busta di plastica no. Se la classe ne vuole una uguale per tutti, il punto di partenza è la sezione borse personalizzate per la scuola, ordinabili da cinque pezzi.
- Le copertine per i quaderni. Comprale dopo aver visto i quaderni: le rigature richieste cambiano da una classe all'altra e le copertine sbagliate non si scambiano.
- Un secondo set di matite e gomme. Da tenere in casa, non da mandare a scuola: è la scorta che salva le mattine di gennaio.
- Le etichette con il nome. Poche voci rendono quanto queste, e ci arriviamo tra due paragrafi.
- Una borraccia rigida al posto delle bottigliette. Si lava, non si perde perché è riconoscibile e toglie una voce dalla spesa settimanale.
Quello che puoi non comprare
- Gli astucci a tre piani completi. Pesano, si aprono sul banco per intero e in prima elementare metà scomparti restano vuoti fino a giugno.
- I set da quaranta pennarelli. In classe se ne usano sei o otto per volta e il resto secca chiuso.
- Qualsiasi cosa che la scuola non ha chiesto e che compri perché ce l'hanno gli altri: nella chat dei genitori questa voce si moltiplica da sola.
- Il doppione di un contenitore che non hai ancora usato per un anno intero.
Se è il primo anno di scuola primaria
La lista del primo anno è più corta di quanto sembri leggendo i gruppi dei genitori. Nella prima settimana bastano un astuccio a bustina, un astuccio più profondo per i colori, il materiale di consumo di base, la sacca per la palestra e le etichette con nome e cognome. Il resto si compra a metà ottobre, quando hai visto quali quaderni chiedono le maestre e che cosa il bambino perde davvero.
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Come etichettare e organizzare il materiale scolastico
Le etichette per il materiale scolastico sono la voce più sottovalutata dell'intera lista e quella che decide quanto ricomprerai entro Natale. In una classe da venticinque bambini gli astucci si somigliano tutti e il materiale senza nome, semplicemente, non torna a casa: un foglio di etichette costa pochi euro, non usarlo costa un astuccio nuovo a novembre.
Come etichettare il materiale scolastico è una questione di metodo, non di prodotto. Cinque regole coprono quasi tutti i casi, sia per il singolo bambino sia quando i rappresentanti comprano un set uguale per tutta la classe.
- Nome e cognome, non solo il nome. Sull'oggetto piccolo basta il nome più l'iniziale del cognome.
- Etichetta all'esterno e all'interno. Quella esterna serve a chi trova l'oggetto, quella interna sopravvive quando la prima si stacca.
- Scegli il metodo in base al materiale. Sul tessuto tiene l'etichetta termoadesiva o il nome stampato in produzione; sulla plastica tiene solo l'adesivo resinato. Il pennarello indelebile sbiadisce al terzo lavaggio e sulla plastica va via con il gel disinfettante in tre settimane.
- Non etichettare il materiale comune. Le colle e i pastelli che finiscono nella scatola della classe non hanno bisogno di un nome: etichettarli crea solo una mattinata di smistamento a settembre.
- Un'etichetta per contenitore, non per oggetto. Etichettare venticinque matite una per una è tempo perso; etichettare l'astuccio che le contiene funziona, perché è l'astuccio a viaggiare.
Il metodo però regge solo se regge il contenitore: un'etichetta ottima su una scatola che si crepa a febbraio se ne va con la scatola. Questi sono i quattro modelli che si incontrano davvero in una classe da venticinque, con i pezzi che servono e il prezzo a pezzo praticato da noi.
| Contenitore | Pezzi per una classe da 25 | Prezzo a pezzo da noi | Arriva intero a giugno | Tiene un'etichetta col nome | Lavabile | Ingombro |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Astuccio singolo in cotone con zip | 28 (25 più il 10% di scorta) | da 3,95 € a 5,95 € | ✓ Tela di cotone, lavaggio a mano o a freddo | ✓ Nome stampato o scritto | ✓ | Piatto, si impila o si appende |
| Scatola rigida in plastica | 28 (25 più il 10% di scorta) | Non in vendita da noi | ✗ Cerniere e coperchi si crepano a metà anno | ✓ Solo adesivo o nastro | ✓ Si pulisce con un panno | Rigido, spreca profondità |
| Cestino comune da tavolo | 6 (uno per gruppo di banchi) | Non in vendita da noi | ✓ Se robusto | ✗ Numero del gruppo, non i nomi | ✓ | Resta sul banco |
| Contenitore comune etichettato | Da 5 a 8 (uno per categoria) | Non in vendita da noi | ✓ | ✗ Categoria, non i nomi | Variabile | Richiede uno scaffale profondo |
L'astuccio in tessuto vince per un motivo poco romantico: è l'unico che porta un nome permanente, si appiattisce quando è vuoto e si lava a giugno per essere riusato a settembre. Le scatole rigide costano meno il primo giorno e sono la prima cosa che si ricompra. Se stai confrontando modelli, chiusure e prezzi all'ingrosso pezzo per pezzo, la rassegna dedicata è quella sui migliori astucci con cerniera per il ritorno a scuola.
La misura è la parte che quasi tutti sbagliano. Un astuccio piatto da 20x10 cm tiene matite, colla stick e gomma; non tiene ventiquattro pastelli più le forbici, per quanto si insista sulla zip. Da qui la regola delle due misure: uno piatto nello zaino tutti i giorni, uno con soffietto da 23x13x5 cm che resta nell'armadietto con i colori. Entrambe stanno nella sezione astucci in cotone, in tinta unita o personalizzati con il nome.
Un'ultima nota sulla durata: è la grammatura a decidere se un contenitore in cotone è ancora usabile a giugno. Un cotone leggero da 140 g/m² va benissimo per una sacca porta-libri, mentre un astuccio che si apre quaranta volte a settimana vuole una tela più pesante: il confronto tra le grammature della tela di cotone vale cinque minuti prima di ordinarne venticinque pezzi.
Che cosa entra nello zaino ogni giorno: quaderni, diario e sacca
Una parte dell'elenco resta a casa e una parte viaggia tutti i giorni: sono due liste diverse. Lo zaino di un bambino di prima pieno di quaderni pesa più di quanto sembri in cartoleria, e il riferimento che i pediatri ripetono è il dieci per cento del peso del bambino — su venticinque chili, due chili e mezzo. Il criterio pratico che ne discende è semplice: dentro lo zaino va solo quello che serve nella giornata, il resto vive in un secondo contenitore che resta nell'armadietto o a casa.
- I quaderni della giornata, non tutti i quaderni. Guardare l'orario insieme al bambino la sera prima toglie mezzo chilo dallo zaino e diventa un'abitudine in due settimane.
- Il diario, sempre nella stessa tasca. Le comunicazioni della scuola passano da lì, ed è l'unico oggetto che vale la pena avere sempre nello stesso posto.
- Una copertina che si riusa al posto di un quaderno nuovo. Il blocco interno si cambia, la copertina resta: costa una volta sola e dopo tre anni si vede.
- La sacca per la palestra, appesa fuori dallo zaino. Scarpe e cambio in un sacchetto separato tengono pulito il resto, e la coulisse si chiude anche con le mani bagnate.
Sulla sacca vale una distinzione di materiale: il cotone semplice va bene per libri e cambio, mentre per l'uso più duro — palestra tutti i giorni, uscite, gite — la versione laminata regge meglio. Entrambe stanno nella sezione zaini e sacche con coulisse.
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La superficie laminata aggiunge resistenza extra: adatta a palestra, uscite ed eventi all'aperto
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Biblioteca di classe: come funziona e che cosa serve
Quasi tutte le classi della primaria hanno una biblioteca di classe, e quasi sempre nasce dai libri che portano le famiglie. Ai genitori viene chiesto un titolo a testa a ottobre; da lì in poi il prestito funziona o non funziona a seconda di due dettagli molto concreti.
Il primo è come sono disposti i libri. Uno scaffale ordinato per argomento — animali, storie di paura, fumetti, avventura — viene usato; uno scaffale ordinato per livello di lettura sembra più preciso e in pratica blocca la scelta, perché un bambino che vuole un libro sugli squali non sa sotto quale lettera cercarlo. Il secondo dettaglio è come il libro torna indietro: se viaggia sciolto nello zaino torna con l'angolo piegato, se torna dentro una sacca torna intero.
- Cesti frontali, sei o dodici libri per cesto. Il bambino sceglie dalla copertina, non dal dorso.
- Un'etichetta con parola e immagine su ogni cesto. In prima e in seconda l'immagine fa più lavoro della parola.
- Una sacca per il prestito, una per bambino. Il libro esce nella sacca e rientra nella sacca: è la regola che riduce di più i libri persi e i libri rovinati.
Se la classe adotta la sacca per il prestito, conviene che sia una sacca diversa da quella della palestra e con il nome ben visibile, altrimenti a novembre nella stessa sacca ci saranno il libro e le scarpe. Non serve nulla di costoso: serve che sia riconoscibile e che si chiuda.
«Un libro che torna dentro una sacca torna intero. Un libro che torna sciolto nello zaino torna una volta sola.»—Redazione Pamusan
Personalizzare l'astuccio: il modo più semplice per non perderlo
Un astuccio riconoscibile a due metri di distanza non finisce negli oggetti smarriti. In una classe da venticinque, dove metà degli astucci arriva dallo stesso scaffale della stessa cartoleria, il nome scritto piccolo sul retro non basta: serve qualcosa che il bambino riconosca da solo, senza leggere.
Le strade sono due e nessuna costa di più. La prima è il nome stampato in produzione, che non si stacca e resiste al lavaggio: ha senso quando si compra un set per tutta la classe e si vuole che ogni astuccio esca già intestato. La seconda è farlo decorare al bambino, e in prima elementare funziona meglio di qualsiasi etichetta, perché nessuno confonde il proprio disegno con quello di un compagno.
Per la seconda strada servono astucci in tessuto chiaro pensati per essere colorati con i pennarelli normali: la sezione degli astucci da colorare raccoglie i modelli con il disegno già stampato da riempire. La superficie si lava, quindi lo stesso astuccio si può ricolorare a metà anno quando il disegno di settembre non piace più. Se l'idea piace anche alle maestre come attività dei primi giorni, il modo di organizzarla per tutta la classe è descritto nell'articolo sulle borse da colorare per il rientro a scuola.
Un avvertimento pratico: fai scrivere il nome prima di far colorare, non dopo. Sul disegno finito il pennarello nero non si legge più, e l'astuccio resta riconoscibile solo per il bambino che l'ha decorato — che è metà del lavoro, ma non aiuta la maestra che lo trova in corridoio.
Come leggere l'elenco del materiale scolastico che manda la scuola
L'elenco del materiale scolastico arriva per circolare o sul registro elettronico tra fine giugno e fine agosto, ed è scritto per essere completo, non per essere comprato in ordine. Prima di andare in cartoleria riscrivilo su due colonne: da una parte quello che compra ogni famiglia, dall'altra quello che ha senso comprare una volta sola per tutti.
Nella prima colonna finiscono i consumi e le cose personali: matite, gomme, colla stick, pastelli, fazzoletti, borraccia, grembiule se la scuola lo chiede. Sono voci che si esauriscono e che ogni bambino usa a modo suo: uniformarle non serve.
Nella seconda colonna finiscono i contenitori. Se venticinque famiglie comprano ciascuna il proprio astuccio, in classe arrivano venticinque modelli diversi: tre che non si chiudono, quattro troppo piccoli per le forbici, uno con la zip già rotta a ottobre. È esattamente il caso in cui l'uniformità serve, ed è il motivo per cui molte classi comprano il set insieme. Stessa logica per tutto ciò che ha bisogno di un nome: se una voce dell'elenco deve tornare a casa ogni giorno, chiediti prima come ci metterai sopra il nome.
Ultima lettura utile: le quantità. Molti elenchi indicano una confezione dove basterebbe mezza, perché sono scritti pensando all'anno intero. Compra la metà a settembre e tieni il resto come scorta di gennaio: la spesa è la stessa, ma la seconda metà la compri sapendo che cosa si è consumato davvero.
Materiale che torna a settembre: che cosa dura davvero
La definizione utile di materiale durevole è stretta: è un oggetto che a settembre tiri fuori dall'armadio invece di ricomprarlo. Non conta l'etichetta ecologica sulla confezione, conta il ciclo di sostituzione reale, misurato in anni scolastici: una scatola rigida che si crepa a febbraio dura un anno, un astuccio in cotone lavato a giugno ne dura diversi.
Fai il conto su tre anni, perché è l'orizzonte su cui una famiglia compra davvero. Venticinque scatole rigide ricomprate ogni anno sono tre acquisti; venticinque astucci in cotone a 3,95 € l'uno, cioè 98,75 € una volta sola e lavati ogni giugno, sono un acquisto e due lavaggi. L'oggetto più economico il primo giorno quasi mai è il più economico al terzo settembre.
La lavabilità è il meccanismo che rende possibile tutto questo, quindi leggi l'etichetta di manutenzione prima di decidere. I nostri astucci sono in cotone non sbiancato, lavaggio a mano a freddo; la borsa in tela da 45x35x10 cm si lava in lavatrice a freddo e si asciuga all'aria; la sacca con coulisse stampata prevede solo la pulizia localizzata, quindi è quella giusta per libri e quaderni. Per gli usi più duri — palestra, uscite, gite — la sacca con coulisse in cotone laminato a 6,95 € è la più resistente all'uso quotidiano e si pulisce a mano a freddo.
Comprare materiale che dura è anche, in buona parte, comprare meno oggetti: un astuccio che tiene tutto il set batte un astuccio più una scatola più una bustina, e ogni contenitore in meno è un oggetto in meno da etichettare, riporre e ricomprare.
Materiale scolastico per la scuola media: che cosa cambia
Il passaggio alla scuola secondaria di primo grado cambia meno di quanto ci si aspetti sul fronte dei contenitori. Il materiale scolastico per la scuola media aggiunge righello, squadre, compasso, dizionario e una cartellina rigida per arte, e toglie quasi tutto il materiale comune, perché ogni ragazzo gestisce il proprio. L'astuccio piatto da 20x10 cm resta valido — spesso è lo stesso della quinta — mentre quello profondo dei pastelli lascia il posto a una custodia più lunga per il materiale tecnico. La sacca della palestra invece serve più di prima.
Ordinare un set per tutta la classe: rappresentanti e cartoleria
Se sei un rappresentante di classe la domanda cambia: non stai comprando per un bambino, stai comprando lo stesso oggetto per venticinque, con soldi che non sono tuoi e con una data di consegna che non può slittare. Ti servono tre cose: il prezzo a pezzo, il modo di mettere il nome su ciascuno e la data in cui la merce è in classe. Ecco come funziona in pratica un ordine di materiale scolastico per tutta la classe.
Il conto si fa sul prezzo unitario e il resto viene da sé. Per venticinque bambini: gli astucci piatti in cotone da 20x10 cm a 3,95 € fanno 98,75 €; quelli con soffietto da 23x13x5 cm a 5,95 € fanno 148,75 €; una sacca con coulisse per il cambio a 6,95 € fa 173,75 €. Sono cifre che stanno dentro il contributo volontario raccolto da molte classi a inizio anno. Il punto di partenza è la sezione ritorno a scuola.
Sul come, in Italia le strade sono due e spesso convivono. La prima è l'ordine di gruppo in cartoleria: il rappresentante raccoglie le adesioni, la cartoleria prepara i pacchetti divisi per bambino e le famiglie ritirano. Funziona per il materiale di consumo, meno per i contenitori, perché la cartoleria vende quello che ha a magazzino e raramente stampa i nomi. La seconda è l'ordine diretto di un set uguale personalizzato, che ha senso quando la classe vuole lo stesso modello per tutti.
Sulla personalizzazione i tempi cambiano da prodotto a prodotto, quindi leggi quello che stai ordinando. Le pagine degli astucci e delle sacche indicano da 1 a 3 giorni lavorativi di lavorazione, con impostazione della stampa gratuita e senza costi nascosti. La borsa grande in tela ha tempi propri: minimo 5 pezzi, prova digitale gratuita, nessun costo di impostazione sul primo ordine e da 14 a 21 giorni lavorativi dall'approvazione della prova oltre i 1.000 pezzi.
Costruisci il calendario all'indietro dal primo giorno di scuola: grafica approvata, prova firmata, produzione, trasporto, distribuzione. Lascia una settimana di margine, perché il passaggio che slitta è quasi sempre l'approvazione della grafica, non la produzione.
Un'ultima nota per chi organizza anche il regalo alle maestre: è una raccolta diversa, con quantità molto più piccole, e la maggior parte dei fornitori parte da minimi troppo alti. La nostra soglia è di 5 pezzi, abbastanza bassa per un team di plesso.
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La misura profonda per il set completo di prima elementare: ventiquattro pastelli, forbici da bambino e colla stick stanno dentro in piedi. Interno non foderato, cursore a stella in metallo, lavaggio a mano.
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Zaino con Coulisse in Cotone Stampato Personalizzato 35x40 cm
La sacca per il prestito dei libri e per il cambio. Cordino regolabile con tre modi di portarla; la manutenzione consigliata è la pulizia localizzata.
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Domande frequenti dei genitori
Che cosa serve davvero per la prima elementare?
Dal primo giorno servono un astuccio a bustina che il bambino apra da solo, un secondo astuccio più profondo per pastelli e pennarelli, il materiale di consumo di base (matite HB, gomma, temperino con serbatoio, colla stick, forbici a punta arrotondata), la sacca per la palestra e le etichette con nome e cognome. Il diario e i quaderni con la rigatura corretta li indicano le maestre nella prima settimana, quindi conviene aspettare la loro comunicazione prima di comprarli.
Come si etichetta il materiale scolastico perché duri tutto l'anno?
Scrivi nome e cognome e metti due etichette su ogni oggetto che viaggia: una esterna per chi lo trova, una interna per quando la prima si stacca. Sul tessuto tengono le etichette termoadesive o il nome stampato in produzione; sulla plastica tiene solo l'adesivo resinato. Etichetta il contenitore, non ogni singola matita, e lascia senza nome il materiale della scatola comune.
Quanto costa attrezzare una classe da venticinque bambini?
Con i nostri prezzi a pezzo il conto è diretto: venticinque astucci piatti in cotone da 20x10 cm a 3,95 € fanno 98,75 €; venticinque astucci con soffietto da 23x13x5 cm a 5,95 € fanno 148,75 €; venticinque sacche con coulisse per il cambio a 6,95 € fanno 173,75 €. Sono cifre che stanno dentro il contributo volontario raccolto da molte classi a inizio anno e che si comunicano ai genitori in una riga sola.
Meglio un astuccio solo o due?
Due, ma di due misure diverse. Uno piatto da 20x10 cm che viaggia nello zaino tutti i giorni con matite, gomma e colla, e uno con soffietto da 23x13x5 cm che resta nell'armadietto con i pastelli e le forbici. Un contenitore unico abbastanza grande da tenere tutto diventa pesante da portare ogni giorno, mentre uno solo abbastanza piccolo da stare nello zaino non chiude quando ci metti anche i colori.
Che cosa fare se il bambino perde tutto?
Riduci il numero di contenitori che deve gestire: un astuccio con soffietto che tiene l'intero corredo si controlla meglio di una scatola più una bustina. Aggiungi un nome ben visibile all'esterno e tieni in casa una scorta dei tre oggetti che si perdono più spesso — matite, gomma e colla stick — così una mattina non salta per una matita.
Con quanto anticipo deve ordinare un rappresentante di classe?
Conta all'indietro dal primo giorno di scuola e lascia una settimana di margine. Le pagine degli astucci e delle sacche indicano da 1 a 3 giorni lavorativi di lavorazione: su questi il vincolo è l'approvazione della grafica e il trasporto, non la produzione. Le borse in tela stampate sono più lente oltre i 1.000 pezzi: da 14 a 21 giorni lavorativi dall'approvazione della prova.
Stai comprando i contenitori per tutta la classe? Due misure coprono quasi ogni classe della primaria: l'astuccio piatto in cotone da 20x10 cm a 3,95 € per tutti i giorni e quello con soffietto da 23x13x5 cm a 5,95 € per il corredo completo di colori e forbici. Su entrambe le pagine prodotto la stampa si imposta gratis, senza costi nascosti, con lavorazione da 1 a 3 giorni lavorativi.



